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Tarnhemd Sumpftarn

Novità

Tarnhemd Sumpftarn, celebre mimetismo Sumpftarn “Tan & Water”, taglio ampio a pullover, allacciatura anteriore con cordoncino, aperture di accesso sul petto e regolazione in vita. Evoluzione dei Tarnhemden in Splittertarn, questo modello è associato ai tiratori scelti e alle truppe che necessitavano di maggiore occultamento durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale.

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Dettagli

Il Tarnhemd Sumpftarn rappresenta una delle più interessanti evoluzioni dell’abbigliamento mimetico utilizzato dall’Heer durante la seconda metà della Seconda guerra mondiale. Conosciuto oggi anche come “Tan & Water Sniper Smock”, appartiene alla famiglia delle leggere sopravvesti mimetiche destinate a essere indossate direttamente sopra la normale uniforme da campo.

Il capo nacque dall’esperienza maturata con i precedenti Tarnhemden in Splittertarn, che avevano dimostrato l’utilità di una sopravveste ampia e leggera capace di coprire il feldgrau dell’uniforme e, soprattutto, di spezzare la silhouette del soldato senza richiedere un completo mimetico specifico.

Il cambiamento più evidente riguardava il motivo mimetico. Al posto del geometrico Splittertarnmuster, caratterizzato da forme nette e spigolose, venne adottato il più evoluto Sumpftarnmuster, sviluppato durante il 1943 e successivamente modificato in ulteriori varianti.

Il Sumpftarn derivava direttamente dal precedente Buntfarbenaufdruck 31, ma ne ammorbidiva notevolmente l’aspetto. Su una base tendente al beige, sabbia o giallo-bruno erano distribuite ampie zone verdi e marroni, i cui bordi risultavano meno netti e venivano parzialmente dissolti mediante una particolare puntinatura.

Sopra le macchie principali rimanevano le caratteristiche linee verticali discontinue, spesso chiamate informalmente “pioggia”, già presenti nello Splittertarn. Questi piccoli tratti contribuivano a interrompere ulteriormente le superfici uniformi e rendevano il disegno particolarmente efficace in ambienti con erba alta, sottobosco, vegetazione secca e terreni misti.

La combinazione di fondo beige, verde, marrone e linee verticali portò nel dopoguerra alla diffusione delle denominazioni inglesi “Tan & Water”, “Marsh Pattern” e “Swamp Pattern”. Il termine storico tedesco oggi maggiormente utilizzato rimane invece Sumpftarnmuster.

Il Tarnhemd era costruito secondo il principio della sopravveste a pullover. Non presentava quindi la tradizionale apertura completa anteriore di una Feldbluse, ma veniva infilato direttamente dalla testa sopra l’uniforme.

Il taglio era volutamente molto ampio. Questa caratteristica rispondeva a due esigenze differenti: permettere di indossare il capo sopra Feldbluse e altri strati di abbigliamento e rendere meno immediatamente riconoscibile la forma del corpo umano. Una sopravveste larga poteva infatti modificare la linea delle spalle, del busto e delle braccia, contribuendo all’occultamento oltre al semplice effetto del disegno mimetico.

Nella parte superiore era presente una caratteristica apertura anteriore regolabile mediante cordoncino. La costruzione permetteva di allargare sufficientemente il collo per indossare rapidamente il Tarnhemd e di richiuderlo successivamente una volta sistemato sopra l’uniforme.

Un secondo sistema di regolazione correva attraverso la zona della vita. Stringendo il relativo cordoncino era possibile raccogliere il tessuto intorno al corpo, evitando che l’ampia sopravveste rimanesse eccessivamente libera durante movimenti, strisciamenti o spostamenti attraverso la vegetazione.

Sul davanti erano presenti due caratteristiche aperture verticali protette da patte. La loro funzione fondamentale era permettere al militare di raggiungere le tasche e gli oggetti portati sull’uniforme sottostante senza essere costretto a sollevare o togliere completamente il Tarnhemd.

È quindi più corretto considerarle aperture di accesso piuttosto che normali tasche applicate. Una soluzione semplice ma estremamente pratica, particolarmente utile su un capo concepito per essere indossato sopra un’altra uniforme.

Le maniche mantenevano anch’esse un taglio generoso, così da poter coprire senza difficoltà quelle della Feldbluse. Alle estremità erano presenti polsini regolabili mediante bottoni, che permettevano di ridurre l’ampiezza intorno ai polsi e limitare l’ingresso di vegetazione e detriti.

Il Tarnhemd era concepito soprattutto come strato di mimetizzazione e non come sostituto della normale uniforme. Per questo motivo l’equipaggiamento personale poteva continuare a essere indossato secondo necessità sopra o in combinazione con il capo.

Il Sumpftarn è oggi strettamente associato ai tiratori scelti dell’Heer, e non a caso molti esemplari vengono classificati nel collezionismo come Scharfschützen-Tarnhemd o “sniper smock”. Per un tiratore scelto la capacità di rimanere immobile e non essere individuato era naturalmente fondamentale, rendendo un capo di questo tipo particolarmente utile.

La sopravveste poteva però risultare vantaggiosa anche per esploratori, osservatori, Panzergrenadiere e altri militarichiamati a operare in posizioni avanzate o in ambienti nei quali l’occultamento assumeva particolare importanza.

Durante la guerra furono prodotte diverse configurazioni del Tarnhemd Sumpftarn. Accanto ai modelli senza cappuccio, derivati concettualmente dalle precedenti sopravvesti Splittertarn, comparvero versioni dotate di cappuccio integrato e, in alcuni casi, di un sottile velo mimetico per il volto.

Il velo poteva essere abbassato davanti al viso per ridurre il contrasto della pelle, una delle parti del corpo più facilmente individuabili anche quando uniforme ed equipaggiamento risultavano ben mimetizzati. Proprio questo particolare sottolinea quanto avanzata fosse diventata, negli ultimi anni del conflitto, l’attenzione dedicata alla mimetizzazione individuale.

Esistevano inoltre differenze tra il Sumpftarnmuster 43 e le varianti comunemente identificate come Sumpftarnmuster 44. Nel primo le forme conservavano ancora parte della geometria derivata dallo Splittertarn, pur presentando bordi sfumati e puntinati; nelle versioni successive le forme divennero generalmente più morbide e diffuse, diminuendo ulteriormente l’aspetto “a schegge” del precedente mimetismo.

La distinzione non deve tuttavia essere interpretata come un sistema rigido. La produzione bellica prevedeva numerosi fornitori, variazioni di stampa e riutilizzo di materiali disponibili, tanto che sono conosciuti capi originali nei quali possono comparire differenze di tonalità o perfino sezioni di tessuto non perfettamente identiche.

Anche il termine moderno “Tan & Water” semplifica molto questa varietà. Gli originali possono infatti mostrare combinazioni cromatiche sensibilmente differenti: dal beige sabbia al giallo-bruno, dal verde relativamente intenso a tonalità più grigiastre, fino a marroni con sfumature differenti.

Il Tarnhemd Sumpftarn costituisce quindi una testimonianza particolarmente significativa dell’evoluzione della mimetizzazione tedesca: dal rigido disegno geometrico dello Splittertarn del 1931 si passò progressivamente a motivi più morbidi e sfumati, concepiti per integrarsi meglio con il terreno e la vegetazione dell’Europa centrale e orientale.

Curiosità storica: il nome “Tan & Water” non era la denominazione utilizzata dai soldati tedeschi per questo mimetismo, ma un termine nato successivamente nel mondo anglosassone per descriverne l’aspetto. Ancora più interessante è l’evoluzione del disegno: il Sumpftarn non nacque da zero, ma rappresentò una sorta di “ammorbidimento” dello Splittertarn del 1931. Le grandi forme geometriche vennero sfumate e puntinate, mentre le caratteristiche linee verticali a “pioggia” furono mantenute. Osservando fianco a fianco Splittertarn e Sumpftarn si può quindi seguire visivamente oltre un decennio di evoluzione del mimetismo dell’Heer.

Scheda tecnica

Materiale100% cotone

Uniformi