Distintivo Gruppo Aerosiluranti “Buscaglia” Ingrandisci

Distintivo Gruppo Aerosiluranti “Buscaglia”

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Novità

Il Gruppo Aerosiluranti “Buscaglia” fu un'unità aerea della RSI, nata sotto l'ala dell'A.N.R., intitolata a quello che fu un capito della Regia Aeronautica creduto scomparso a seguito di una pericolosa operazione sulla baia di Bougie.

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Carlo Emanuele Buscaglia era un capitano della Regia Aeronautica. Il 12 novembre 1942, decollato da Castelvetrano, mentre effettuava una pericolosa missione sulla baia di Bougie, venne intercettato e abbattuto da alcuni caccia americani “Spitfire” dell’81° Squadrone. L’eroico Buscaglia venne dichiarato “disperso in azione” sul bollettino n. 901 e gli venne assegnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Ma il Buscaglia sopravvisse. Gli Americani lo catturarono e, dopo averlo curato, lo deportarono in un campo di prigionia del Maryland.

Lui, che aveva giurato fedeltà alla Monarchia, chiese di poter combattere a fianco dei nuovi alleati (gli Americani), visto che nel frattempo l'Italia si era divisa in due. 
Gli Americani, dunque, risposero affermativamente alla domanda di Buscaglia e, conoscendo le sue eccelse doti militari, lo riportarono in Italia e lo arruolarono nell’ambito dell’Aeronautica Cobelligerante Italiana.

Nel frattempo i suoi ex commilitoni del 132° Gruppo Aerosiluranti fecero la scelta opposta: si arruolarono nell’Aeronautica Nazionale Repubblicana e, paradossalmente, intitolarono proprio a lui (che credevano morto) il Gruppo Aerosiluranti “Buscaglia”, istituito a Gorizia il 14 ottobre 1943.

Il Buscaglia intanto, il 15 luglio 1944 assunse il comando del 28° Gruppo da bombardamento, schierato sull’aeroporto di Campo Vesuvio presso Ottaviano (Napoli).
Il 23 agosto decollò da solo con un velivolo in dotazione al suo gruppo, che conosceva poco.
Probabilmente fu proprio la scarsa conoscenza della macchina a determinare la tragedia: l’aereo si impennò, toccò terra con l’ala sinistra, si schiantò e si incendiò. Il pilota uscì da solo dall’aereo in fiamme, venne immediatamente soccorso e ricoverato all'ospedale militare di Napoli, morendo il giorno dopo, 24 agosto, a causa delle gravi ustioni.

Non si seppe mai perché volle decollare da solo: al Sud dissero che voleva impratichirsi con l’aereo, al Nord sostennero che intendeva passare le linee e ricongiungersi coi vecchi compagni d’armi del Gruppo che portava il suo nome.


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