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Distintivo 1931 Gauparteitag Wien, Hitler Bewegung

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Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, conosciuto anche come Partito nazista o con la sigla NSDAP, nato dal Partito Tedesco dei Lavoratori (Deutsche Arbeiterpartei, DAP), fu un partito politico che, guidato da Adolf Hitler, agitatore e uomo politico di origine austriaca, prese il potere in Germania nel 1933.

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Il primo movimento a fregiarsi dell'epiteto di "Nazional - Socialista" non fu affatto tedesco, ma boemo. Esso venne fondato nel 1898 come conseguenza di una scissione interna al sindacato unitario in quello che allora era l'Impero austro-ungarico tra i lavoratori slavi (soprattutto di etnia ceca) e tedeschi. A loro volta, i lavoratori di etnia tedesca costituirono un loro partito, il "Partito dei Lavoratori Tedeschi" ("Deutsche Arbeiter Partei", abbreviato con l'acronimo di "DAP") nel 1904 a Trautenau (oggigiorno Trutnov), sempre in Boemia, ma con sede centrale a Linz, dove, in quegli stessi anni, Adolf Hitler attendeva con scarso impegno agli studi scolastici. Entrambi i partiti sopravvissero alla separazione della neonata Cecoslovacchia dall'Austria, nel novembre 1918 in seguito della sconfitta nella prima guerra mondiale. Nel 1918 il DAP risultò presente soltanto nella regione dei Sudeti e dei Monti Metalliferi, in cui l'etnia predominante era rimasta tedesca, con alla guida Hans Knirsch, di professione tessitore, che ne era stato il fondatore.
Il successore di Knirsch fu Konrad Henlein che ribattezzò il DAP in "Partito Nazionalsocialista dei Sudeti" (1933), conducendo una lotta indipendentista anche con attentati e che fu strumentalizzato da Hitler per giungere allo smembramento della nazione cecoslovacca prima, nel 1938, e all'annessione dell'attuale Repubblica Ceca poi, nel 1939, costituita nel Protettorato di Boemia e Moravia, preludio dello scoppio della seconda guerra mondiale. Sia nella componente boema, sia in quella austriaca del sindacato, e dei partiti che ne derivarono, maggioritaria era la componente dei ferrovieri, rappresentati da Rudolf Jung, amico del collega bavarese Anton Drexler, fabbro ferraio delle officine ferroviarie di Monaco di Baviera, il quale già nel 1915 aveva radunato attorno a sé alcuni compagni in un movimento che si definiva "Partito Tedesco dei Lavoratori", in omaggio a quello austriaco. Nell'estate del 1918 il DAP austriaco prese il nome di "Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori". Lo NSDAP bavarese derivò da una serie di piccoli gruppi politici locali di orientamento socialista, statalista, e anticapitalista nazionalista e di estrema destra che sorsero negli ultimi anni del primo conflitto mondiale. Nei primi mesi del 1918 a Brema venne fondato il Freier Ausschuss für einen deutschen Arbeiterfrieden («Libero comitato di lavoratori per una pace tedesca»); il 7 marzo dello stesso anno Anton Drexler, fabbro delle ferrovie tedesche e convinto nazionalista, aprì una sezione locale del movimento a Monaco di Baviera.
Drexler già membro del Deutsche Vaterlandspartei («Partito della Patria Tedesca», un partito nazionalista e favorevole al proseguimento della guerra a oltranza) si oppose violentemente all'armistizio del novembre 1918 e ai successivi moti rivoluzionari che scossero la Germania dopo che questo era stato firmato. Il 5 gennaio 1919 Drexler insieme con Gottfried Feder, Dietrich Eckart e Karl Harrer, e con 25 operai delle officine delle ferrovie bavaresi creò il Deutsche Arbeiterpartei ("Partito Tedesco dei Lavoratori" abbreviato in DAP bavarese); questo piccolo partito si trasformò in seguito, con l'arrivo di Adolf Hitler, nello NSDAP bavarese, il 24 febbraio 1920. I contatti tra i partiti nazionalsocialisti austro-boemi e bavaresi furono molto stretti anche in termine di programma politico, in quanto i venticinque punti del programma dello NSDAP bavarese ricalcavano in tutto quelli del suo omologo austroboemo, e Hitler conosceva sia il partito austroboemo sia il suo leader, Jung, già nel periodo del suo soggiorno a Vienna, tra il 1908 e il 1913. All'atto della fondazione il DAP rappresentò solo uno dei tanti movimenti völkisch presenti nella Germania del tempo sconvolta dalla sconfitta e agitata da moti rivoluzionari simili a quelli che avevano portato all'instaurazione del regime bolscevico in Russia nel 1917.
Il movimento völkisch era una raccolta di gruppi politici di estrema destra sorti in seguito alla sconfitta della Germania nella Prima guerra mondiale. Gli appartenenti al movimento credevano che la sola causa della sconfitta fosse da ricercarsi nel crollo del "fronte interno" e vedevano nella massoneria, nei socialisti, nei liberali, negli intellettuali e negli ebrei i veri responsabili della sconfitta. Questo atteggiamento - e la ricerca di capri espiatori per una sconfitta inaspettata che era costata alla Germania milioni di morti - portò alla creazione della Dolchstoßlegende («leggenda della pugnalata alle spalle») che contribuì in maniera decisiva all'ascesa del Partito nazionalsocialista negli anni seguenti. La Dolchstosslegende fu costruita senza tenere conto di dati di fatto incontrovertibili che la smentivano, come il fatto che l'armistizio era stato firmato su raccomandazione dei più importanti comandanti militari, Erich Ludendorff e Paul von Hindenburg, resisi ormai conto, dopo le infruttuose offensive della primavera 1918, che l'esercito tedesco non avrebbe potuto continuare e vincere la guerra.
Come molti gruppi völkisch il DAP fece propria la convinzione che la Germania sarebbe dovuta divenire una "comunità popolare" (Volksgemeinschaft) strettamente unita attorno a un führer («capo») che avrebbe dovuto incarnare i migliori sentimenti «germanici», piuttosto che divisa in classi e frazionata in diversi partiti politici. Quest'idea presentò immediatamente una connotazione antisemita: la "comunità popolare" sarebbe dovuta essere judenfrei, «libera da ebrei», visti come un «corpo estraneo» all'interno della comunità tedesca. Fin dagli esordi il DAP si oppose ai partiti di sinistra, il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD) e il nuovo Partito Comunista di Germania (KPD). I membri del DAP si vedevano come combattenti contro il bolscevismo anche se spesso dichiararono di essere un partito della classe operaia. Tra i primissimi membri del DAP furono alcuni tra i più importanti personaggi del futuro Terzo Reich; tra gli altri Rudolf Hess, Hans Frank e Alfred Rosenberg.
Nonostante si definisse prosaicamente partito politico, il DAP era solo un piccolo gruppo con meno di sessanta membri. Nondimeno attrasse l'attenzione delle autorità tedesche sospettose nei confronti di ogni organizzazione che potesse avere tendenze sovversive. Un giovane caporale di nome Adolf Hitler, reduce dal conflitto, venne inviato dai servizi di intelligence dell'esercito a investigare sulle attività del partito. Nel corso di una riunione del partito Hitler venne coinvolto in una discussione politica facendo grande impressione sui presenti per le sue doti di oratore tanto che il DAP lo invitò a unirsi alla formazione.

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